La vicenda di Sarah Scazzi

    Un macabro reality show


    Storia di un'adolescente di un paese di poche anime che, come tante, sognava la grande cittą, ma soprattutto l'evasione da una realtą avvilente, fatta di poche promesse e di estrema povertą mentale, ancor prima che economica.

    Il caso di Sarah, al di lą delle analogie con storie criminali di periferia, pił che un caso mediatico sta diventando una compagnia teatrale itinerante, dove personaggi di ogni tipo e titolo hanno una loro parte, chi da protagonista, chi da comparsa. Invece all'unica persona realmente scomparsa, la piccola e incolpevole Sarah, e ai suoi cari avvolti nel dolore č ormai stato attribuito l'inerme ruolo di sfondo.

    Avetrana č divenuta una specie di scellerato tempio drammaturgico, un surrogato degli Universal Studios americani, meta di un copiosissimo turismo macabro, similmente al set del Bates Motel di Psycho. Chiunque vi si reca per soddisfare la propria discutibile curiositą, per sentirsi ridicolmente protagonista, per toccare quel muro di cinta. Nessun stupore se presto vedremo sul mercato souvenir e gadget a forma di villetta di via Deledda. Ma tranquilli, non rischierete che ve le tirino dietro, almeno fino a quando i riflettori saranno accesi sul tarantino. Agghiacciante come in tutto questo la storia giudiziaria ufficiale, con i suoi vincoli procedurali e i suoi tempi, sia divenuta paradossalmente un fastidioso ostacolo alla regia dell'orrore perpetrata dai cosiddetti giornalisti, con pietoso plastico al seguito.

    All'indomani dell'ennesimo colpo di scena dalla Casa Circondariale di Taranto (dove sono sicuramente pił numerose le telecamere delle tv che quelle perimetrali) nuove figure e nuove dinamiche prendono forma nella sceneggiatura del caso:

    • Gli operatori forensi a vario titolo coinvolti nella vicenda acquistano uno spessore cinematografico (intuibile anche dalla sempre maggiore familiaritą alle telecamere) rispetto al ruolo che effettivamente svolgono nel caso. Il finora anonimo avvocato difensore del reo confesso, in pratica, guadagnerą sicuramente di pił dal suo rapporto con le reti tv che dallo svolgimento delle sue funzioni. Lo stesso dicasi per la di lui consulente di parte, non a caso scelta nella fabbrica del silicone piuttosto che fra le cattedre universitarie. Chissą perchč?

    • Prendono vita nuovi personaggi pił o meno gią noti. Dal neo-attore Ivano (definito il raoul Bova di Avetrana) addirittura corteggiato dagli autori del Grande Fratello (fortunatamente reticente), il che fa presagire che il mondo stia andando seriamente a rotoli, alla ipotetica cliente della super indagata Sabrina, la quale viene attenzionata soprattutto perchč svolgeva l'attivitą di estetista abusiva. Eh sģ, in effetti č rilevante ai fini di un caso di omicidio volontario...

    • Altri avvocati, baristi, ristoratori, macellai, postini, vicini di casa, parenti e conoscenti lontani lentamente mangiano la foglia e, dopo un'iniziale reticenza, si lasciano sedurre dai microfoni e dall'occhio senz'anima della televisione, perchč per ognuno di loro i conti a fine mese arrivano sempre allo stesso modo. In fondo, pensandoci bene, ognuno di loro si rinviene di conoscere i protagonisti della vicenda...

    • Come alibi al brigantaggio giornalistico si adduce che, in assenza dell'attenzione mediatica, non si sarebbe mai arrivati alla veritą. Due domande: perchč, ci siamo ancora arrivati? E poi nessuno prende in considerazione il fatto che, forse, le molte versioni della veritą siano prodotte e influenzate proprio dal ritorno in cuffia mediatico?

      ....(continua).....

      10 novembre 2010

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