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Psicologia e fiction

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Psicologia e fiction

Il segreto del successo delle “fiction della vita quotidiana”

“Beautiful” addio. La risposta del pubblico premia chiaramente una nuova generazione di “fiction” (cioè finzione del reale) tratta dalla vita quotidiana che, strizzando l’occhio al teatro, dà un calcio all’ipocrisia e prende le distanze da altri tipi di produzioni troppo “snob” tipiche della televisione degli anni ’90 (tipo appunto Beautiful, Beverly Hills, e simili) dove le persone comuni facevano fatica ad identificarsi con la vita dorata rappresentata dai personaggi.

La nuova tendenza è infatti quella di offrire uno spaccato quanto più realistico e fedele dell’esistenza dell’uomo medio, lacerato da mille dubbi e contraddizioni e lontano anni luce sia dalla Famiglia Bredford sia dalla fiera della vanità propinata da molti telefilm sulla scia americana.

Questo nuovo trend, figlio dei profondi mutamenti socio-relazionali della nostra società, riflette anche le esigenze di un pubblico forse stanco di scene del crimine e di serial killer propinati in tutte le salse, che avverte il bisogno di ridere di sè guardando la vita attraverso narrazioni diverse, che stimolino emozioni positive.

L’idea alla base della fiction “Tutti pazzi per amore” è quella di una commedia del quotidiano, realistica e pertanto dolceamara, dove attraverso le diverse tipologie di personaggi vengono descritte vicissitudini e paure di varie generazioni a confronto da un punto di vista neutro e non giudicante.

Punti di forza della fiction

Caratterizzazione dei personaggi: tutti i protagonisti della fiction, volutamente molto diversi fra loro, sono scolpiti nelle loro caratteristiche; pur nella propria apparente semplicità e normalità nessuno di loro è “anonimo”, ma al contrario ciascuno interpreta una personalità quasi boccaccesca corrispondente all’immaginario popolare (ad esempio la figura dell’intellettualoide, della mangiatrice di uomini, dell’imbranato, della vecchia zitella etc..) il cui spessore (con pregi e difetti) emerge chiaramente, come nella tradizione teatrale, attraverso pensieri ed emozioni che la vita comune normalmente tende a negare o nascondere, rompendo i pregiudizi.

Realismo: le vicende personali dei protagonisti sono affrontate non da un punto di vista esterno ma narrate in prima persona dal pensiero del protagonista stesso. Il suo pensare a voce alta su come egli/ella vorrebbe realmente comportarsi o reagire in una certa situazione accomuna il protagonista ad ogni uomo/donna comune che vi si può rispecchiare, traendone una sensazione di condivisione e sollievo circa le proprie fragilità e i propri dubbi. La schiettezza dei personaggi, che talvolta sfora in una sana irriverenza, sfida le convenzioni e la tradizione di falsità molto radicata all’interno della nostra società, rendendo la storia molto più credibile rispetto ai copioni dove regna a tutti i costi il modello di famiglia del mulino bianco.

Trama: nonostante la semplicità di sceneggiatura e ambientazione, con prevalenza di setting interni e cittadini, la storia non può essere banale perchè si articola contemporaneamente nei diversi contesti quotidiani dei vari personaggi, per poi prendere vita quasi autonomamente nella testa dei personaggi che non sembrano talora recitare un copione, ma vivere il momento. L’inserimento poi di intermezzi musicali ballati e cantati dai protagonisti (stile musical) in momenti topici della loro storia rappresenta una chicca che non solo diversifica la trama ma contribuisce ad impreziosire e rafforzare il significato emotivo di ciò che sta accadendo al protagonista. Effetto eccellente.

Trionfo dei valori e guerra all’ipocrisia: l’impostazione sostanzialmente ironica della fiction non ne fa tuttavia una rappresentazione superficiale o frivola, anzi. Vengono affrontati nel corso della storia i più grandi temi dell’esistenza umana: la malattia, il divorzio, la morte, il tradimento, la solitudine, gli insuccessi che, ugualmente all’amore e alle emozioni positive, vengono ritratti fedelmente, senza sconti e falsi buonismi che li renderebbero improbabili. Il messaggio è chiaro e universale: la vita è un frutto dolceamaro per tutti, non esistono vite fatte di sole gioie ma allo stesso modo di fronte al dolore e alle sofferenze si possono ritrovare modi di sorridere e di gioire ancora grazie al rapporto con gli altri.

Le due facce della luna: dalla colonna sonora, scelta alternando un ritmo incalzante ad una romatica melodia, all’intero svolgersi delle tormentate vicende dei protagonisti il fil rouge è il trionfo degli opposti, un costante confronto fra il nero e il bianco, fra la gioia e le pene d’amore, fra la certezza e il dubbio. Accettare l’esistenza di più punti di vista e prendere atto con leggerezza delle imperfezioni e della precarietà della nostra esistenza è il vero segreto per costruire la nostra felicità.

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2017-01-28T15:13:51+00:00 gennaio 28th, 2017|Blog|0 Commenti

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