FACEBOOK MANIA

    La vetrina delle facce vuote


    Caro popolo di facebookiani, lo so che pensate che chi lavora seriamente nel campo della psicologia sa spesso essere anche un rompiscatole bacchettone su tutto...vi capisco e con un sorriso incasso ma di fronte al dilagare di alcune forme di "idiozia tecnologica" non mi si può proprio chiedere di non produrre alcune riflessioni. Provate a ragionare con me, vi faccio perdere poco tempo e non sarà sprecato.

    Per esempio, dall'osservazione degli scambi comunicativi sulla piattaforma facebook negli ultimi mesi, visibilmente cambiata dalla forma rudimentale d'esordio, rimango colpita da alcune cose (mentre credevo di averne viste abbastanza in 7 anni di pratica professionale...!!):

    • La piattaforma facebook è divenuta l'alter ego del confessionale del Grande Fratello..della serie: "Scusa sai, ma i miei segreti li dico solo ad un migliaio di persone.."

    • Le persone comuni sono più attratte dalle banalità (purchè messe in vetrina) degli altri che da eventi privati realmente emozionanti, che non sono percepiti come tali finchè non vengono resi noti (attraverso facebook appunto); ovvero che senso ha la comunione di tuo figlio se non la metti in mondovisione??

    • Il concetto di amicizia è come un OGM: da legame intimo che implica conoscenza e profonda armonia di stati mentali e affettivi è stato trasformato in un atto notarile (ridotto alla dicotomia "Conferma" o "Ignora" l'amicizia), senza alcun correlato emotivo. Oggi in un solo giorno puoi farti 163 amici risolvendo miracolosamente tutti i tuoi problemi di solitudine! Senza contare che i tuoi amici domani ti presenteranno altri "amici" formando una grande catena amicale di sconosciuti pronti a definirsi "tesoro", "caro", "amore", "ciccino", "grande"..etc..senza neanche conoscersi. C'è poi da stupirsi tanto se dietro uno di questi "amici" si nasconde un malintenzionato che in virtù di questa "amicizia" facilmente ottenuta può pretendere da qualcuno altre cose subito?

    • Ne deriva che alle persone comuni non interessa più l'essenza (fisica e affettiva) dei rapporti ma la pseudo-esistenza e ciò che crea il maggior consenso dalla condivisione di contenuti, ancorchè fasulli; così se hai pochi amici su facebook potresti essere tacciato di asocialità..guai!

    • La mancanza di reale conoscenza fra le persone che si incontrano sulla piattaforma crea per lo più aspettative distorte, basate sull'immaginazione e decontestualizzate; in alcuni casi il non aver confermato la richiesta di amicizia a qualcuno viene interpretato come offensivo dando adito a comportamenti ritorsivi da parte del richiedente;

    • La condivisione pubblica di atti e pensieri privati, dettagli personali e quant'altro alimenta atteggiamenti di morbosità che a loro volta incrementano l'esibizionismo, creando un circolo vizioso psicologico che crea assuefazione e falso bisogno;

    • Fra moglie e marito non mettere il dito ma soprattutto...il mouse. L'aumento degli scambi comunicativi per mezzi tecnologici contribuisce a diminuire la comunicazione reale all'interno della coppia o della famiglia, con lo sviluppo talvolta di vere e proprie "doppie vite"; la comunicazione via web viene preferita in ragione di un minor coinvolgimento e di una maggiore possibilità di manipolazione della propria immagine, con la conseguente diminuzione della spontaneità;

    • In facebook non si sentono odori, sapori, toni di voce; non si vedono le espressioni facciali, non si sente calore...mah!

    • Negli scambi verbali su facebook nel tentativo di essere originali a tutti i costi si raggiungono picchi di banalità e di idiozia sconosciuti in precedenza. Quindi mi chiedo: le persone come hanno combattuto la propria noia fino all'avvento di facebook? Ma soprattutto: non viene mai in mente a nessuno di rispondere alle banalità altrui con una risposta spontanea del tipo "Chi se ne frega??". In fondo in una conversazione per strada lo fareste!

    • Possibile che le persone non si rendano conto che la privacy va mantenuta più sul web che nella vita reale? I social network come Facebook rappresentano veri e propri data-base di informazioni sensibili su milioni di persone, esponendo chi ne fa un uso acritico a rischi legati ad un abbassamento del livello di sicurezza. Ad esempio, se stai partendo per un lungo viaggio di vacanza in un posto esotico così come per un breve weekend in un periodo strategico, tanto di cappello ma è proprio necessario che tutti, ma proprio TUTTI, lo sappiano?


    Buone riflessioni..